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Dai luoghi comuni all’antiziganismo

“Se l'associazione tra criminalità e stranieri è un luogo comune ampiamente diffuso tra la popolazione, quella tra criminalità e Zingari si struttura come un pregiudizio duro a morire. Sgombrare il campo da questa convinzione sembra davvero molto difficile (…). Se è vero che tra i Rom vi è una irregolarità maggiore rispetto ad altre comunità, è altrettanto vero che non è stata dimostrata una maggiore propensione degli Zingari alla criminalità. Pensare ai Rom come delinquenti, equivale a identificare tutti gli italiani come mafiosi. Tuttavia, le generalizzazioni sui Rom sono dure a morire perché in esse vi è un elemento psicologico straordinariamente suggestivo: essere derubati è molto fastidioso per chiunque, ma essere derubati dai nomadi risulta esserlo ancora di più!” (Mannoia M., "Zingari che strano popolo!", Roma, XL Edizioni, 2007, pp. 158-9).

     

Leggende metropolitane

Si diffondono vere e proprie leggende metropolitane.
Secondo una di queste, i Rom e Sinti utilizzerebbero un codice simbolico per indicare la condizioni dei potenziali obiettivi da colpire secondo segni convenzionali da loro elaborati. Come ha fatto notare Dal Lago (Non-persone. L'esclusione dei migranti in una società globale, Feltrinelli, Milano, 1999, p. 66), in realtà non esiste alcuna prova dell'uso di tale codice simbolico, essendo quest'ultimo più verosimilmente una rielaborazione dei segni usati in passato dai mendicanti nelle mappe della questua, la cui scomparsa nel nostro paese è segnalata già all'inizio degli anni Sessanta. Secondo Mannoia, "il presunto volantino, funzionando da meccanismo antipoietico svolgerebbe un ruolo importante trasformando l'allarme sociale in pericolo oggettivo e, dunque, in issue politica di rilevanza nazionale". Questo documento falso diviene infatti la prova "scientifica" delle pratiche criminali in uso tra i Rom e i Sinti.

 

Cronaca qui, 10 marzo 2010.

La Repubblica,
1 aprile 2011.

 

Il caso Trenitalia - Italia

A maggio 2010, Trenitalia, gruppo Ferrovie dello Stato, Direzione Regionale del Lazio, diffonde un modulo ad uso del personale per rilevare la frequentazione di una fermata (Salone-Roma), contenente la nota: "Nella sezione destra della casella indicare anche eventuali viaggiatori di etnia ROM".

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La politica

L'ostilità verso Rom e Sinti viene spesso sfruttata sul mercato elettorale.

• OsservAzione "The 'latest' public enemy: Romanian Roma in Italy. The case studies of Milan, Bologna, Rome and Naples", Firenze, 21 gennaio 2008.

• OsservAzione "Political participation and media representation of Roma and Sinti in Italy. The case studies of Bolzano-Bolzen, Mantua, Milan and Rome", Firenze, 16 luglio 2006. The research and writing for the report was funded by the OSCE/ODIHR and CPRSI.